Maurizio Ferrandi

Alto Adige - Storia e storie

Posted By maurizio On Saturday, November 9, 2013, 2:56 PM in Storia

Trovare l'osteria del Sarner Toni, a Bolzano, è difficile ma non impossibile. Basta non fidarsi delle vecchie storie che la collocano da qualche parte vicino allo sbocco della val Sarentina, nella conca del capoluogo. Zone pericolose un tempo, quando ogni tanto una frana creava una bella diga di sassi che imbrigliava per qualche mese l'acqua della Talvera. Poi la diga cedeva e nell'acqua, fino alle reni se non oltre, finivano i bolzanini. Zone poco piacevoli ancor oggi, dato che a quanto pare l'oscurità e l'abbandono nascondono mercimoni di ogni genere.

L'osteria dovrebbe essere da quelle parti, ma, statene sicuri, non c'è.

Per trovarla occorrono in dosi eguali fiuto e fantasia.

All'esterno non pare granché. Una panca contro il muro per adagiarvi gli alcoolisti, incapaci di trovare da soli la via di casa e una frasca, spesso avvizzita dal gelo, sopra l'unica entrata.

La sala è buia, dato che gli avventori si conoscono tutti e proprio per questo non hanno soverchio bisogno di vedersi in faccia. Dietro il bancone il Sarner Toni, personaggio chiave di tutta la vicenda, amministra con equanimità la discussione e le inesauribili riserve di Lagrein e di Vernatsch.

I tavoli sono rotondi cosicché a nessuno salti in testa di credersi più importante degli altri. Unica eccezione un tavolinetto quadrato, in fondo all'osteria, che resta sempre vuoto. Solo in serate molto speciali sulle due sedie di legno scolorite si siedono due tizi vestiti all'antica che parlottano tra di loro in un dialetto quasi incomprensibile.

All'Osteria del Sarner Toni si va per bere e per mangiare. La macchina del caffè non c'è, perché nessuno ne ha mai chiesto uno. Si chiacchiera invece e i più furbi stanno seduti ad ascoltare. Sentono alcune stupidaggini ma ogni tanto escono al freddo della notte con qualche idea in più nel cervello.