Maurizio Ferrandi

Alto Adige - Storia e storie

Mario Ferrandi

Mario Ferrandi

Una breve nota biografica

 

Mario Ferrandi nasce a Brescia il 15 agosto del 1903, figlio secondogenito, di Giuseppe Ferrandi, gestore all'epoca di uno dei caffè più noti e frequentati della città lombarda. Rimasto orfano di padre in tenera età, completa gli studi ginnasiali e si getta subito con passione, nel giornalismo, nella politica e nello sport.

In quegli anni, siamo nell'immediato dopoguerra, aderisce al fascismo, partecipando alle vicende che precedono e seguono la Marcia su Roma.

Il suo esordio nel giornalismo avviene sulle pagine del quotidiano "La Provincia di Brescia " del quale diviene, nel volgere di pochi anni, capocronista. Il quotidiano chiude i battenti nel 1926

Nel 1927, uno dei personaggi chiave del giornalismo fascista di Brescia, Alfredo Giarratana, viene incaricato di dirigere il nuovo quotidiano creato dal regime in Alto Adige, "La Provincia di Bolzano". Nel 1929 Mario Ferrandi lo segue a Bolzano dove, in breve, diviene una delle "firme" di punta del giornale. Nel 1933 assume la direzione del quotidiano assieme a quella dell'Alpenzeitung, in lingua tedesca. Nel 1940 parte volontario per il fronte greco, soldato semplice della divisione Brennero, sostituito nella gestione del quotidiano dal Barone Vittorio d'Altenburger.

Richiamato alle armi dopo la caduta del fascismo, non aderisce alla Repubblica Sociale Italiana.

Nel secondo dopoguerra, dopo alcune esperienze lavorative a Trento, presso il Corriere Tridentino, torna come giornalista nella stessa redazione di Lungotalvera San Quirino, ora divenuta sede del quotidiano Alto Adige, del quale diviene in breve Redattore Capo.

Continua a collaborare assiduamente al giornale anche dopo il pensionamento. Muore il 9 ottobre del 1973 a Bolzano. Mario Ferrandi1

I suoi libri.

Nel 1932 pubblica per i tipi dell'Editrice Brennero il volumetto " Leggende e riti atesini", che raccoglie alcuni vivaci bozzetti di vita rurale, di usanze e tradizioni della gente altoatesina.

Nel 1955, sempre per le edizioni Brennero , va in stampa " L'alto Adige nella storia" , volume di 288 pagine nel quale vengono ripercorse le vicende della storia altoatesina dalla preistoria allo scoppio della prima guerra mondiale.

Nel 1972 il volume, arricchito da una parte iconografica e da un capitolo finale a carattere cronologico che arriva alla fine degli anni '60, viene ripubblicato in un veste tipografica nuova dall'Editore Manfrini di Rovereto. Se ne conteranno altre quattro edizioni.

Nel 1947 , per i tipi delle Edizioni ICS, con lo pseudonimo di "Isarco" pubblica i volumi "Opzioni" e "Opzioni e riopzioni".

 

Numerose le sue collaborazioni e attività in campo giornalistico. E' stato corrispondente de La Stampa di Torino e del Tempo di Roma, della Gazzetta dello Sport e del Guerin Sportivo, ha curato per molti anni l'ufficio stampa della Fiera di Bolzano, collaborando inoltre alla redazione di diversi volumi sulla storia e l'arte dell'Alto Adige.

Costante, infine, il suo impegno nel settore sportivo. E' stato per decenni dirigenti dell'Associazione Calcio Bolzano.

© riproduzione riservata